A. Dosi1, M. Guasconi2, M. T. Martucci3, E. Bernardi3, G. Casella2, L. Costantini4, P. Mindrican4, M. Talarico5, S. Bosi3, G. Martucci3
1 Università di Parma
2 Università di Parma e Azienda USL di Piacenza
3 LILT Reggio Emilia
4 Università di Modena
5 Università di Torino
Parole chiave: ricerca-azione, prevenzione oncologica, screening, territorio
Introduzione. La pandemia covid-19 ha inasprito le disparità presenti in termini di accesso a servizi e informazione sulla salute adeguati, anche in ambito di prevenzione e cura oncologici.
I progetti di comunità sono uno strumento utile per adattare i percorsi di salute alle esigenze di uno
specifico territorio: l’obiettivo principale del progetto è quello di porre le LILT al centro di processi di comunità che valorizzino i servizi territoriali, aumentando in particolare le iniziative di prevenzione
oncologica (disassuefazione dal fumo e screening di colon-retto, mammella e collo dell’utero),
attraverso la partecipazione attiva dei professionisti della salute territoriale e dei cittadini, garantita
dall’apporto delle nuove tecnologie (e-health).
Materiali e metodi. Si tratta di una ricerca-azione partecipativa che seguirà la metodologia qualiquantitativa dello “studio di caso multiplo”, condotto con analisi realista.
Nell’arco di 24 mesi si è ipotizzato di guidare i progetti di comunità attraverso diverse fasi : formazione dei professionisti delle associazioni LILT a partire dallo studio delle esperienze italiane ed internazionali rilevanti di progetti di comunità; coinvolgimento dei professionisti della salute territoriale e raccolta “bottom-up” di proposte e bisogni per la prevenzione oncologica nelle loro comunità; formazione dei professionisti sanitari delle diverse realtà sui temi della progettazione di comunità e della prevenzione oncologica; organizzazione di eventi di comunità per la sensibilizzazione dei cittadini all’adesione agli screening ed alla lotta al tabagismo; erogazione di interventi di tele-prevenzione a distanza.
Risultati attesi. Sviluppo di reti collaborative fra le realtà territoriali, il terzo settore, le università e le aziende sanitarie con gli operatori del territorio e la cittadinanza; organizzazione di percorsi di
prevenzione oncologica ed eventi di promozione online ed in presenza; produzione scientifica relativa all’ambito della medical education; ricerca sull’empowerment di comunità e sperimentazione di modalità innovative di costruzione di “comunità di pratiche” per la prevenzione.
Conclusioni. Lo sviluppo di reti di comunità che collaborino al miglioramento delle iniziative di
promozione e prevenzione oncologica sul territorio è importante per la diffusione di buone pratiche che aumentino la partecipazione attiva dei cittadini e, di conseguenza, il loro stato di salute.
Bibliografia Essenziale
Bosi, S. (2013). A school-based peer-led smoking prevention intervention with extracurricular activities: the LILT- Ldp cluster randomized controlled trial design and study population. Tumori. 99(5):572-7
DuBois, RN. (2012) Covid-19, cancer care and prevention. 13(11):889-92
Marmot, M. (2012). WHO European review of social determinants of health and the health divide.
380(9846):1011-29
Leverack, G. (2018). Salute pubblica. Potere, empowerment e pratica professionale. Il pensiero
scientifico. Pag 206
