Bonino S.1, Paolino G.2, Fratini P.3
1 Asl 2 Savonese DSMD Psicologa
2 Asl 2 Savonese Tirocinante Psicologo
3 Asl 2 Savonese Tirocinante Psicologa
Parole Chiave: eventi avversi infanzia, Prevenzione, EMDR.
È noto, che un ipercolestemia o un aumento del colesterolo oltre i livelli di soglia, determini un rischio di infarto a lungo termine aumentato del 30% e che si investa moltissimo per diminuirla. Allo stesso modo oggi si è dimostrato che i traumi infantili (A.C.E.) determinano un aumento di rischio di infarto cardiaco in età adulta del 400%. Ci sono evidenze che diverse patologie tra le più importanti sulla spesa sanitaria abbiano una radice patogenetica intrinseca e comune, nelle fasi precoci iniziali dello sviluppo. I primi mille giorni di vita, lasciano un’impronta patogenetica oltre che nel nostro cervello, anche in ogni cellula del nostro organismo. Si affaccia quindi, una nuova medicina evidence based fondata su intervento organico e mirato nei primi mille giorni di vita: una medicina non più basata sulla cura o sulla prevenzione della singola patologia, ma sulla radice ontogenetica dello sviluppo individuale. Lo studio sulle esperienze avverse infanzia (Adverse Childhood Experiences) è stato condotto dal dipartimento di medicina preventiva di San Diego in collaborazione con il Center for Diseas Control (CDC) e ha coinvolto oltre 17 mila pazienti, è stato pubblicato nel 1998, oggi ci sono oltre 80 articoli scientifici sull’argomento. Sono stati considerati traumi quali la violenza domestica, violenza fisica, quella emotiva, l’abuso sessuale, la presenza di un adulto in famiglia dedito all’uso sostanze o carcerato, famigliari depressi o malati di mente, la separazione da almeno uno dei genitori biologici, la trascuratezza emotiva e fisica. Felitti e altri hanno ideato un agevole test composto da 10 item che permette di indagare la presenza di esperienze avverse nell’infanzia in modo da verificare e quantificare lo stress subito e i rischi sanitari conseguenti. Questi traumi possono essere elaborati con EMDR. Molte delle malattie più comuni sono causate e aggravate dallo stress e si è trovata una forte correlazioni tra alti punteggi alla scala Ace e malattie croniche quali diabete, ipertensione, rischio di neoplasie oltre che disturbi psichiatrici e dipendenze. L’utilizzo della scala ACE permette un approccio olistico alle problematiche del paziente e a individuare le persone più a rischio per le diverse patologie in base alla loro storia di vita. Il medico, lo psicologo e l’operatore sanitario-sociale capirà con l’uso del test quali sono i pazienti a cui rivolgere maggiori attenzioni di prevenzione e di screening. Molti dei problemi di salute della popolazione sono determinati da comportamenti compensatori dovuti a problemi emotivi causati da esperienze avverse durante l’infanzia. L’uso dell’A.C.E. è ben accetto dai pazienti, conveniente, con una possibilità effettiva di attuazione nelle cure e nella prevenzione.
Bibliografia Essenziale
Felitti, V. J. (1998). The Adverse Children Experience (ACE) Study. In American Journal of Preventive Medicine, 14, pp. 245/258
Fernandez, I. et all. (2011). Traumi psicologici, ferite dell’anima. Il contributo della terapia EMDR. Napoli, Liguori
Shapiro, F. (2019). EMDR: il manuale. Milano, Raffaello Cortina Editore
Van Der Kolk, B. (2015). Il corpo accusa il colpo. Milano, Raffaello Cortina Editore
